Archivio di Mercoledì 27 Agosto 2008



[Leipzig GC08] Perché tu, già lo so, sei migliore di me.

LPf, Mercoledì 27 Agosto 2008 @ 19:46

Se le speranze e le attese in uno shooter si misurano dalla lunghezza della fila della gente che scalpita per provarlo, i due di Sony possono anche non uscire. Assieme (perché con un’unica fila li vedevi entrambi) non riuscivano a metterne in riga un centesimo dei beoti ammassati per vedere Call of Duty 5.

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La genialità passa dall’XBLA.

shinichi, Mercoledì 27 Agosto 2008 @ 18:35

Un nome su tutti: Stephen Cakebread, che fra l’altro sembra il sosia di Quentin Tarantino, è stato il primo a sparare la bomba. Lo stesso Greg Canessa, capoccia di Xbox Live Arcade, lo definì il proprio Halo, KA per antonomasia. Come dargli torto: Semplice, psichedelico, geniale (con la sua mitraglietta omnidirezionale), dal sapore antico e moderno, e pure stiloso, con quel sottofondo in loop techno che cresce di pari passo alla difficoltà, per poi terminare in un climax caleidoscopico da retina sfasciata. Semplicemente geniale, Geometry Wars, ha fatto scuola.

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[LPf presenta: lo Scemo del Villaggio] Eu|fo|rì|a

Esulo, Mercoledì 27 Agosto 2008 @ 18:08

Avete presente quel classico individuo, tipicamente provinciale, che gironzola per le vie di un paesino sperduto apparentemente folle? Ma sì dai, quello che urla alle vacche, balla tra i fiori e canta alla luna. Vi ricordate il suo nome? Sì, lo chiamavate proprio cosi: lo Scemo del Villaggio. Vi siete mai soffermati e chiesti cosa provasse nel suo delirio quel piccolo uomo? Il perché di tanta serenità, di tanta apparente follia? Perché fosse cosi felice? Probabilmente non era altro che… un tipo un po’ Euforico… L’ euforia è quella sensazione di benessere, che come fa notare il De Mauro, si manifesta con vivacità, allegria e una generale tendenza all’ottimismo. Sono dell’idea però che, più di tutti, era proprio quello Scemo lì, sì quello del Villaggio, a capire più di tutti cosa volesse significare sentirsi euforici.

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[Leipzig GC08] Call of Duty, maledetto.

LPf, Mercoledì 27 Agosto 2008 @ 17:52

Call of Duty 5 è il gioco dei primati, primo dei quali la fila della gente per provarlo (da non credere), capace di ridicolizzare quella al megastand Blizzard dove gira anche StarCraft, ma forse anche quella che crea Vasco Rossi a San Siro. In un’atmosfera surreale, l’esercito (non ho ancora capito se erano PR o veri militari) mantiene l’ordine, accompagnando la gente nella giungla dove si trovano le postazioni. In quel bailame è impossibile persino chiedere a qualcuno se possiamo entrare facendo valere il nostro tesserino VIP, lo sventoliamo da lontano a un militare che ci ordina di fare il giro muovendo in cerchio l’indice (uh?).

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[Leipzig GC08] FarCry, gli zombie e lo spazio.

LPf, Mercoledì 27 Agosto 2008 @ 17:46

Lo stesso entusiasmo dello stand Activision non lo percepivi a quello di Ubi. Non dopo le prove dei seguiti di FarCry e Brothers in Arms. Detto papale papale, FarCry 2, tecnicamente, è il miglior gioco in uscita su 360 e Ps3, assieme (guarda caso) a Prince of Persia. Purtroppo, e me ne vergogno, ancora non sono riuscito a provare Gears of War 2 quindi non potrei lanciarmi in nessun raffronto, ma quel gioco è la next gen in azione: free roaming, area infinita, fisica applicata (a tratti da mascella al suolo) su tutto, carico poligonale incommentabile, braccia alzate davanti a texture, shader ed effetti (quelli atmosferici ti stendono letteralmente), tutto mosso dal vento, quelle luci e quelle ombre dinamiche proiettate dagli alberi su quel mostro sono la fatality finale di un prodotto che non capisci (realmente) come possa girare con tanta disinvoltura su 360. Insomma, quello che frulla e come faccia a frullarlo, lo sa solo Ubisoft.

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Il gameplay del delirio

Darish, Mercoledì 27 Agosto 2008 @ 12:10

Quando ero piccolo, mia madre mi diceva sempre di non giocare ai videogiochi. Ma una volta, a 12 anni, l’ho fatto…

E l’ho fatta grossa.

I dottori non sapevano se il mio cervello sarebbe guarito. Io ero terrorizzato… Ero solo, in mezzo a tutti quei pixel. Schiavizzato dal mio prepotente vicino di casa, andavo a fargli la spesa solo per vedere i risultati di qualche oscuro giochino programmato in Basic, un pomeriggio di battute per vedere un quadrato fluttuare nel vuoto. Tutto qui, ma c’era già gameplay…

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Nel blu dipinto di blu

aries, Mercoledì 27 Agosto 2008 @ 01:45

C’erano una volta l’ottimismo e gli anni ‘80.
C’era una volta una software house tanto goffa quanto testarda, tanto sbadata quanto appassionata.
C’era una volta un’ottimista SErvice GAmes, società giapponese dalle origini a stelle e strisce, connubio facilmente riscontrabile in qualsiasi prodotto della sua epoca d’oro: il sogno americano filtrato dallo spirito ingenuo e sognatore della creatività nipponica.

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Soul Calibur IV, gioco o pugnetta?

mauz, Mercoledì 27 Agosto 2008 @ 01:05

Cominciamo dal fatto che è un po’ inquietante l’apparizione del logo Namco Bandai come prima schermata: bontà mia non avevo ancora giocato un titolo Namco (men che meno uno Bandai) dai tempi della fusione.
Cosa dire, esaurite le due righe che servono a darmi la spinta ad andare avanti, di questo Soul Calibur IV?
Prima cosa, per onestà chiarirei che mi riservo (e sarà politica comune per questo spazio) di riesaminare il titolo in un futuro più o meno prossimo. In fondo i picchiaduro sono titoli profondi (o dovrebbero essere profondi) , ci vuole il suo tempo ad assimilarne le meccaniche, e capirne i punti di forza, le debolezze, la qualità del bilanciamento tra i vari personaggi, e quant’altro.

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