Archivio di Martedì 26 Agosto 2008



All’improvviso uno sconosciuto.

LPf, Martedì 26 Agosto 2008 @ 18:07

Lontano dallo schiamazzo degli stand della GC, piedi in fiamme, testa rotta, vagavo nel padiglione della Business Area alla ricerca di qualcuno bisognoso di un distributore per l’Italia… Escluso Techland c’è solo rigaglia, frattaglie, robaccia polacca per PC che farebbe schifo al cestone dell’Unieuro. Qua pure i culi son brutti, ci sono le fighe col cervello, però c’è una gran pace. Proprio mentre sto per uscire, lì, accanto alla porta, c’è un albero finto con un ragazzotto appoggiato, un Samsung, un pad della 360: e un gioco che m’ha fatto letteralmente lo scalpo! Lui si chiama Lukasz, lavora per FlyingFishWorks, cerca un Publisher a livello europeo per Hellion. I tasti sono mappati come Oblivion, il gioco ne sarebbe un clone da denuncia se non presentasse una grafica nettamente più sofisticata e non ci fosse Gollum che corre per la palude e si arrampica sugli alberi. Mioddio quant’era bello. La foto è un po’ mossa, ma non se ne potevano scattare, quindi c’è voluta la magia, con Otta che lo distraeva e io che scappavo a corsa come un bambino appena fatta. In bocca al lupo Lucazzo.


[Leipzig GC08] La tentazione. Di dichiararlo best of the show.

LPf, Martedì 26 Agosto 2008 @ 15:53

Che Zuxxez facesse dannatamente sul serio lo si capiva dai ben due stand, che sorvolando sul fatto che giocasse in casa son roba che si son permessi solo Sony ed EA. Nonostante ciò, il primissimo all’entrata della Glass Hall che porta a tutti i padiglioni, era proprio quello di Zuxxez, dietro c’erano appunto gli altri. Sono stand non propriamente destinati al gaming, ma più al cazzeggio, una sorta di benvenuto. Pagliacci vestiti dai personaggi principali del gioco ne inscenavano siparietti tristissimi, alternandosi con concerti, lanci di gadget e minchiate del genere.

Continua »


[Leipzig GC08] FallOut e gli altri.

LPf, Martedì 26 Agosto 2008 @ 13:38

Tre giorni per trovare lo stand di FallOut (l’avevo chiesto pure a uno vestito da buffone in pausa sigaretta, sbagliando clamorosamente “gioco” peraltro), era il più grosso della fiera, un megabunker antiatomico circondato da un codazzo secondo solo a quelli per Call of Duty e StarCraft. Superato il dedalo costellato di apparecchi variegati anni ’50, arrivo a scoprire che non gioco ma gioca uno sviluppatore (ovviamente su 360), spiegandolo in inglese, con racchia crucca a fianco che traduce ogni frase. Due palle. Due palle finché non lo lancia.

Continua »